Caro Enrico

Innanzitutto ti chiamiamo caro perché lo sei veramente per tutti noi.
La profonda armonia che hai sempre creato con la musica e col silenzio nel nostro gruppo ha sempre generato un buon profumo in banda e grande stima per l'immensa tua persona.
Grazie perché ci hai insegnato che cosa vuol dire che il seme del bene cresce sottoterra, in un sorriso discreto o in una melodia suonata con la tua invidiabile musicalità.
E grazie perché, vedendoti ultimamente ancora col sorriso, addolorato ma mai sconfitto tanto da essere volenteroso di venirci ad ascoltare ai concerti!, abbiamo potuto constatare che in te viveva e vive "la dolcezza di chi ha regalato tutto" non a qualcosa di astratto ma a chiunque ha incontrato, dovunque l'abbia incontrato.
Potremmo andare avanti a ringraziarti all'infinito, perché c'è davvero tanto di cui ringraziare. Il tuo sorriso dolce e buono che non ti ha mai lasciato ci riapre alla speranza di rivederti un giorno, perché per noi sei sempre stato un ritaglio di cielo che ora torna a casa da Dio che ce lo ha regalato.

Caro Francesco

Da “i rimpianti del tempo” di Marcel Proust, Capitolo Viii ‘l’amicizia’... È dolce quando si è addolorati il coricarsi nel tepore del proprio letto, e li ogni resistenza finita, la testa stessa sotto le coperte, abbandonarsi interi gemendo i rami al vento d’autunno. Ma c’è un letto migliore, pieno di odori divini. È la nostra dolce, la nostra profonda, la nostra impenetrabile amicizia. Vi corico li il mio cuore quando è triste e agghiacciato [...] oggi piango la pena e la gioia di avere un rifugio dove richiudermi”

Addolorati, così ci sentiamo per aver perso così all’improvviso un amico.
Vi chiederete amico di chi? Di tutto un gruppo? Si, di tutto il gruppo, di tutti i membri dal più giovane, al più saggio.
La dinamica che si crea all’interno di queste associazioni è misteriosa, quanto la vita è la sua conclusione.
Noi oggi salutiamo un amico, onoriamo con le nostre parole un brav’uomo che con i suoi valori, la sua semplicità, la serietà, generosità e attenzione per gli altri, ha dato a tutti i membri del gruppo una grande lezione di vita.
Francesco, o meglio Ceck come lo chiamavamo tutti, ti ringraziamo per la bellezza per la quale ti impegnavi ogni giorno con umiltà , che possa non finire mai nel regno del regno dell'eterna Bellezza.
Ti ringraziamo per il tuo esempio e quando ritroverai gli altri nostri amici del Corpo Musicale Santa Marcellina, dai un bel colpo ai piatti e richiamali dicendo “Sa, fém una sunada?”


Ciao Francesco, Ciao Enrico

i tuoi amici del Corpo Musicale Santa Marcellina